Titolo originale: "Thoughts on Lullabies", by Hugh Blumenfeld

Tipi di ninnenanne e i loro usi

Pochissimi genitori cantano ai loro bimbi, che siano neonati o più grandicelli. L'ho scoperto con molto stupore solo di recente, quando cioè sono diventato papà. Il nostro bimbo si è dimostrato da subito molto ricettivo alla musica, calmandosi appena ho iniziato a cantare. Eppure, stranamente, nelle due settimane in cui ho frequentato l'ospedale non mi è capitato di sentire un solo genitore o un'infermiera cantare a un neonato. Finalmente una notte, all'una, mentre andavo avanti e indietro per la hall del reparto maternità, ho sentito cantare. Ho seguito quella voce di donna che cantava dolcemente in spagnolo. Passando davanti alla sua camera, la luce accesa e la porta aperta, non ho resistito e ho dato un'occhiata. Si trattava, in realtà, della lavanderia, dove un'ausiliaria stava cantando agli asciugamani mentre li ripiegava.

I neonati reagiscono alla musica fin dai primi istanti di vita. Hanno imparato ad usare l'udito prima della vista, perciò in una maniera molto reale i ritmi della musica li aiutano a strutturare il loro mondo e le melodie a dargli una forma. La vostra presenza viene percepita attraverso il suono della vostra voce e il vostro canto fa' sì che il bambino ne possa avere una percezione continua. Così come le vostre mani sorreggono il suo corpo, la vostra voce sostiene la sua mente dando alle piccole mani della sua attenzione qualcosa cui aggrapparsi.

Le ninnenanne non hanno come unico scopo quello di fare addormentare i bambini. Sono anche utilissime al cambio del pannolino o durante una medicazione. Tranquillizzano e aiutano a distrarre il bambino dalla tensione, che questa sia causata da dolore, paura o solo da quella vaga sensazione di ansia che vi porta a ripetere infinite volte "Che c'è pulcino? Cosa succede?" Le ninnenanne aiutano anche chi le canta. Possono alleviare il senso di noia e far passare il tempo durante quelle poppate che sembrano non finire mai. Possono sollevare i genitori dall'ansia e dalla paura. Chiunque abbia provato a tenere in braccio un bambino che strillando si dimena e tenta in ogni modo di divincolarsi con la testa in una incomprensibile furia suicida senza motivo apparente, è stato colto dall'impeto di telefonare al pediatra alle due di notte o di precipitarsi al pronto soccorso. Se cantare può rinfrancare i nervi logori dei genitori o aiutarli a raggiungere senza panico la fine del tunnel in una crisi di pianto, può anche calmare i bambini che, con un intuito infallibile, rispecchiano lo stato d'animo degli adulti.

Nelle tante notti trascorse nella cameretta di mio figlio, ho trovato un vero tesoro di ninnenanne in motivi insospettabili. Infatti, in realtà, molte canzoni d'amore di successo sono semplicemente ninnenanne. Le potete ritrovare nei vostri classici preferiti di Tin Pan Alley, oppure nei film o nei musical. O ancora nelle canzoni pop e rock. Da "Sweet Baby James" e "Close Your Eyes" di James Taylor a "Fields of Gold" di Sting, la musica pop è ricca di brani che possono calmare i bambini e aiutarli ad addormentarsi. Queste canzoni hanno anche il vantaggio di non essere quella melassa commerciale scritta apposta per bambini. Più avanti ho riportato il breve elenco che ho iniziato a tenere.

Quasi ogni canzone, specialmente se d'amore, può diventare una ninnananna se la si canta come tale. Le ninnenanne sono dolci e lente, ma persino "Pinball Wizard" degli Who e "All Apologies" dei Nirvana possono essere cantate come ninnenanne. Un fatto meno ovvio invece è che molte ninnenanne sono malinconiche e tristi. Molte delle canzoni che si usano tradizionalmente per addormentare i neonati sono in scala minore e hanno un senso di perdita o di tragedia. "Rock-a-bye Baby" con "When the bough breaks, the cradle will fall/And down will come baby, cradle and all." (E giù verrà il ramo e la culla cadrà. E giù cadrà il bimbo, cadrà la culla, tutto cadrà) ne è un classico esempio. Altri come "Motherless Child" sono infinitamente tragiche. Questa vena di tristezza che si trova in molte ninnenanne può sembrare un mistero, ma le spiegazioni sono molte. Per prima cosa, cantare nella terza minore, l'intervallo che definisce la scala minore, ha qualcosa di molto naturale. I primi vocalizzi dei neonati gravitano istintivamente in questo intervallo. Un mezzo tono più basso di un un terza maggiore, è più facile altalenare su e giù, dando probabilmente alle ninnenanne quel senso di rilassatezza che ci infondono. Ma le canzoni tristi possono essere anche veicolo di tristezza, quella del neonato che piange e quella di chi cerca di dargli conforto. Come il blues, una ninnananna triste ci autorizza a sentirci tristi. Forse la sua genuinità permette di instaurare una comunicazione emozionale ad un livello più profondo. Certamente il contatto che si crea tra chi canta e il bambino è parte della magia delle ninnenanne. Il canto porta entrambi, il bambino e chi canta, fuori, oltre loro stessi. Molti testi delle ninnenanne sono impostati sul dialogo (io/tu) tra chi canta, e quindi parla direttamente, e chi ascolta. E' per questo che molte canzoni d'amore funzionano bene anche come ninnenanne. Ed è per questo stesso motivo che anche le preghiere non sono da meno.

Moltissime ninnenanne hanno una melodia che lievemente ondeggia e culla. Spesso hanno un andamento che sale veloce e scende piano piano come "Over the Rainbow" o "Someone to Watch Over Me". Altre, come "Mockingbird" salgono e scendono con la regolarità del respiro o dell'oceano. Le melodie classiche, quelle che si possono canticchiare a bocca chiusa, creano superfici più complicate. Ma fino a quando c'è una superficie, una melodia dal tessuto continuo, allora c'è un paesaggio imaginifico in cui il neonato e chi canta possono trovare rifugio.

In realtà, qualsiasi canzone vi faccia sentire rilassati e sicuri trasmetterà le stesse sensazioni al bimbo. Mia moglie ad esempio, canta delle canzoni del college come "On Wisconsin". Un mio amico fa addormentare i suoi figli cantando loro canzoni dei Black Sabbath. Se riuscite a cantare le loro canzoni a cappella e mormorare parole senza senso negli assolo di chitarra il risultato dovrebbe essere certo.

Canzoni tradizionali

  • Twinkle, Twinkle
  • All the Pretty Little Horses
  • Motherless Child
  • Mockingbird
  • Stewball
  • Rock-a-bye Baby
  • Coventry Carol
  • Greensleeves
  • Scarborough Fair
  • Linda Manita

Classici (Tin Pan Alley/Broadway)

  • Summertime (Gershwin)
  • Over the Rainbow (Y. Harburg)
  • Love Makes the World Go Round
  • Edelweiss
  • Someone to Watch Over Me
  • Stardust
  • Sunrise, Sunset
  • Sunny Side of the Street
  • You are my Sunshine
  • Hard Times Come Again No More
  • Old Folks Back Home (Sewanee River)/
  • Dream a Little Dream of Me
  • One (da "A Chorus Line," cantato lentamente!)
  • Goodnight My Someone
  • Maybe (di Annie)

Canzoni da film per bambini

  • There must be something more to us (da "charlottes web")
  • I see a new you (da "brave little toaster goes to mars")

Pop/Rock

  • Sweet Baby James (JT)
  • Fire and Rain (JT)
  • Close Your Eyes (JT)
  • Gray Morning (JT)
  • You've Got A Friend (C. King)
  • All My Loving (Beatles)
  • If I Fell (Beatles)
  • Blackbird (Beatles)
  • Golden Slumbers (Beatles)
  • Because (Beatles)
  • I Will (Beatles)
  • Beautiful Boy (Lennon)
  • House at Pooh Corner (K. Loggins)
  • Bridge Over Troubled Water (P. Simon)
  • Homeward Bound (P. Simon)
  • Fields of Gold (Sting)
  • Stairway to Heaven (Led Zeppelin)

Folk/Folk contemporaneo

  • Goodnight Irene (H. Ledbetter)
  • Clouds (J. Mitchell)
  • Circle Game (J. Mitchell)
  • Goodnight (Eberhardt)
  • I Don¹t Know Why (Colvin)
  • Rooty Toot Toot for the Moon (Greg Brown)
  • The Rose

Suggerimenti su come cantare le ninnenanne

Ritengo che un giudizio ipercritico della propria voce l'ostacolo maggiore. A troppi è stato detto che hanno una voce tremenda; altri semplicemente lo pensano da sé o lo affermano. A mio avviso è uno dei nostri limiti culturali più tristi. Il nostro parametro di misura sono i cantanti professionisti, dalle cui voci cristalline veniamo inondati attraverso tv, radio, CD e persino i computer. Ascoltando queste voci, allenate, perfezionate eletronicamente e curatissime ci persuadiamo facilmente che sia meglio delegare loro il canto. Ma nei miei laboratori di canto e scrittura di canzoni per bambini e adulti ho avuto modo di constatare che il timore di avere una brutta voce è solo un pretesto, una scusa per camuffare la vera ragione, e cioè che cantare ci fa sentire vulnerabili. Scopre e rivela le nostre emozioni in una maniera molto più completa di quanto possano fare le sole parole. Ed è proprio questa peculiarità del canto che calma i bimbi e dà loro conforto. Al neonato non importa che siate intonati. L'unica cosa che conta è che si tratta della vostra voce, che è una presenza continua, e soprattutto che siete voi, voi, nella vostra essenza più vera e più profonda. Cantare una ninnananna è un atto di amore incondizionato. Durante il canto non ci sono divisioni di tempo o di spazio, non vi è alcuna barriera tra il Tu e l'Io. Il mondo si ferma e diventa più piccolo finché accoglie solo voi e il bambino. Fino a quel momento siete l'uno l'universo dell'altro (v. io-tu di Martin Buber). Questa magia perdura finché la musica la sostiene.

Quindi, una volta superata la timidezza, una delle cose più importanti da tenere a mente nel cantare una ninnananna è di non smettere. State intessendo un incantesimo, quindi qualunque cosa facciate, non spezzatelo. Quando arrivate alla fine della canzone, iniziate a cantarla da capo, o mormoratela, o continuate con un'altra canzone. Se arrivate alla fine del vostro repertorio - o della vostra resistenza - iniziate ad inventare sia le parole che le canzoni. Più avanti vedremo come.

Un altro trucco è quello di alterare il tempo. Si può rallentare molto il tempo di una canzone veloce, ma persino i lenti possono essere rallentati gradualmente, via via sempre più lenti... Potete provare a sintonizzarvi con il respiro del bambino. Fate una pausa e iniziate di nuovo quando il bambino inspira, discendete con l'espirazione, aspettate e iniziate un altro verso. Una volta che i vostri respiri sono in sincrono potete usare la vostra voce per modulare il respiro del bambino, aiutandolo a regolarizzarlo, rallentando piano piano. E' come il bio-feedback - quando vi sintonizzate con il bambino lui se ne accorge e vi segue sincronizzandosi con voi. Potete anche provare a sintonizzarvi con il picco di voce del bambino, che stia piangendo, lallando o semplicemente respirando. Un'altra mia constatazione è che quasi sempre è inutile cercare di calmare un bambino agitato cantando lentamente. Talvolta conviene iniziare con un tempo veloce e con la carica degli strilli per carpire la sua attenzione, forse anche per riuscire a far percepire la nostra presenza. Una volta stabilita la connessione mentale-emotiva, potete condurre il bambino verso la calma con la vostra voce. Potete iniziare cantando e saltellando (letteralmente!) con strofe veloci per poi rallentare ad un ritmo più calmo. A volte dovrete ricominciare e ripetere tutto, come se doveste frenare una macchina che sbanda, o tirare le redini di un cavallo lanciato al galoppo, per poi riprendere velocità e ritmo. Il confine tra accelerazione e frenata può diventare molto sottile, ma anche se lo visualizzerete solo nella vostra immaginazione, vi sarà comunque più facile entrare in sintonia con i segni vitali del bambino.

Creare ninnenanne - Perché e come farlo

Anche se spesso sottovalutato, uno dei piaceri maggiori delle ninnenanne è quello di inventarle. Ci sono svariate buone ragioni per farlo. Per prima cosa è un buon modo per continuare a cantare quando si sono cantati tutti i brani che si conoscono fino allo sfinimento. Anche se si conta su un repertorio di centinaia di canzoni, ci sono volte in cui, sospirando, ci si accorge di essere tremendamente annoiati da qualsiasi canzone. Inventare è anche un buon modo per rimanere svegli quando si è esausti mentre il bimbo non lo è affatto. Inventare parole e melodie aiuta a restare vigili, costringe a cambiare continuamente marcia. E' anche un modo per comunicare con il vostro bimbo, di farvi capire ancor prima che inizi a parlare.

Tutti possono inventare ninnenanne. Non c'è bisogno di essere un musicista o di avere particolari doti musicali o poetici.

Ecco qualche suggerimento:

  • Inventate nuovi versi per una canzone che conoscete. Potete iniziare con qualcosa di facile, come ad esempio cambiare un paio di parole. Ad esempio nuovi (outlandish) versi esotici per "Nella vecchia fattoria" cantati molto lentamente. Un'altra strada facilmente percorribile è quella delle analogie. Invece di 'Twinkle twinkle little star' (scintilla brilla brilla piccola stella) provate con 'sparkle sparkle big old moon...' (brilla brilla grande vecchia luna). Oppure, in alternativa, potete usare semplicemente la melodia.

  • Prendete una frase che avete detto spontaneamente al bimbo mentre tentavate di calmarlo iniziate a cantarla. 'Addormentati piccolino' 'non piangere amore mio' magari anche 'farai stare sveglio il tuo papà tutta la notte? ' , o, se siete al limite della vostra pazienza, potrebbe persino funzionare a meraviglia 'ma piangerai per sempre?'

  • Prendete spunto dai libri, specialmente quelli in versi. Se siete abituati a leggere molto al vostro bambino scoprirete di ricordarne una miriade a memoria...

  • Cantate parole assolutamente e completamente strampalate. Ho sperimentato con successo questa tecnica mentre cantavo per le strade viaggiando per l'Europa. Non aveva importanza che cosa stessi cantando perché nessuno a Barcellona o a Monaco o Delft capiva una parola di ciò che dicevo. E' quello che succede con i bambini. Così come in Jabberwocky in Alice nel Paese delle Meraviglie o Obla-di, Obla-da dei Beatles, le parole senza senso contengono in realtà un senso divino.

  • Cantate l'hic et nunc. Guardatevi intorno e cantate di quello che vedete e sentite intorno a voi nella stanza. Cantate di un gioco, della vista dalla finestra, le avventure di due bambole, la storia della trapunta.

  • Cantate ai bambini di loro stessi. Delle loro manine e delle dita, degli occhi, delle piccole dita dei piedini. Di ciò che hanno fatto durante il giorno, di come sono arrivati fin qui, di dove andranno domani...

  • Viaggiate con e nella vostra mente. Cantate dei luoghi dove vorreste essere, delle cose che vorreste fare. Portateli con voi in un viaggio immaginario.

  • Cantate loro le cose che non riuscirete più a dirgli in futuro, quando saranno grandi abbastanza per comprendere e ignorarvi o provare imbarazzo. Avete un pubblico sotto incanto.

Tecniche

  • Ripetete! Ripetete, ripetete, ripetete, ripetete...

  • Le canzoni non devono necessariamente essere in rima, possono semplicemente avvolgere e seguire le inclinazioni dei vostri pensieri. Non imbrigliate la vostra fantasia. Tuttavia le rime possono anche essere buone alleate. Cantare "sparkle sparkle big old moon..." vi conduce subito al pensiero successivo - vi può persino aiutare a rallentare - "Why you have to go so soon?" (perché devi andare via così presto) "I will sing this little tune" (canterò questa canzoncina) "like a yello bass bassoon" (come un basso fagotto giallo)etc.

  • Fatevi trascinare dall'assurdo. Seguite il vostro flusso di coscienza. Il sonno e i sogni sono spesso paragonati ad un fiume.

  • La melodia. Cantare consiste semplicemente nel prendere le parole o i suoni ed estenderli con il respiro, prendendo tempo e allungandoli. Persino cantare su una sola nota è cantare. Se non siete sicuri sul da farsi, cantate su una nota sola. Andate su poi giù. Giù e poi su. Seguite il movimento che fate quando cullate il vostro bimbo o quando lo fate ballare tra le vostre braccia o sulle vostre ginocchia. Immaginate le forme con la mente, o tracciatele in aria con la mano e poi imitatele con la voce.


Cantate! Ogni volta che pensate di non farcela più, non pensate: CANTATE!


Tradotto da Silvia Lacerra per "Fate la nanna"
© 2002 Hugh Blumenfeld
E' vietata la duplicazione o la distribuzione senza permesso




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